La Calabria a Parma
On. Rocco Caccavari
Le giornate di marzo
quest’anno a Parma scorrono in un clima di fresca
primavera ed ogni evento ha il colore giusto che può
esaltarlo.
E’ stato così per la
terza edizione del Festival della Cultura Calabrese
organizzato dal Comitato Calabresi di Parma sabato
10 e domenica 11 di questo mese.
Tutta la
manifestazione ha rappresentato il nuovo modo che il
Comitato ha adottato già dalla prima edizione per
diffondere ed approfondire la cultura calabrese
sotto i suoi diversi aspetti
attraverso la
esposizione ai cittadini di Parma sia della
tradizione che del rinnovamento culturale con esempi
di grande importanza e di forte impatto sui
partecipanti alle varie iniziative organizzate.
Va ricordato che la
serietà dell’impegno e la credibilità dei soci hanno
certamente favorito la comprensione delle finalità
del Comitato da parte delle istituzioni locali,che
con contributi variabili e con i patrocini hanno
sostenuto la manifestazione.
La presenza alla
inaugurazione,assieme alle autorità calabresi del
presidente della Provincia Bernazzoli,del presidente
del consiglio comunale Bernini , dell’assessore
Maria Teresa Guarnieri e del capogruppo Piersergio
Serventi,testimoniano la positiva valutazione e la
considerazione sociale che il Comitato può
riconoscersi ed essere esempio dei rapporti ottimi
tenuti con la civiltà della città che lo ospita.
La Provincia di Parma
in particolare con un contributo economico ha
permesso l’allestimento della mostra itinerante su
S. Francesco di Paola,messa a punto per le
celebrazioni del V centenario della morte del santo.
L’alto livello
comunicativo della mostra sostenuto dalla sobrietà
espositiva però completata da precise informazioni
ha permesso di attirare tanti visitatori che hanno
molto apprezzato l’arte scultorea di Montalto.
La mostra sul sagrato
di piazza Duomo ,una delle più belle d’Italia, ha
trovato così un indovinata collocazione all’ombra
del Battistero dell’Antelami,da dove uscendo molti
turisti stranieri hanno posto grande attenzione alle
diverse statue e alla topografie delle chiese
dedicate al santo in Europa ed alcuni hanno
riconosciuto luoghi familiari.
Al Circolo ProParma
che ha concesso una gradevole ospitalità ed una
determinante collaborazione,si sono svolte le altre
manifestazioni sempre secondo una logica ispirata
alla combinazione tra passato e presente.
Per l’attualità
culturale è stata preparata la mostra di due giovani
artisti della pittura calabresi Agostino Russo e
Teresa Sulla,che hanno esposto le loro opere viste
da molti visitatori ed ospiti con soddisfazione da
parte degli autori.
Anche questa mostra
tende a valorizzare in Emilia il “prodotto”
artistico calabrese per determinare occasioni di
reciproca conoscenza e per portare in realtà di
territori più tradizionalmente sensibili all’arte i
lavori di giovani autori calabresi che hanno tutto
il diritto di affermarsi.
Il significativo e
gradito ritorno dello scrittore Abate ha riportato
gli ascoltatori delle storie da lui narrate e delle
pagine che ha letto nell’atmosfera di sentimenti
nobilmente paesani ai quali tutti i presenti
all’incontro hanno affidato la gratitudine per
Carmine che rende affascinante per gli insegnamenti
che propone,la vita difficile degli emigranti.
Penso che chi ha
ascoltato il racconto fluente e appassionato di
Attanasio e Scarfò durante la presentazione di
Calabria Cinematografica,altra importante evento del
festival,ha avuto la gradita sorpresa di scoprire
quanta sapienza,arte e creatività calabresi hanno
contribuito all’affermazione del cinema italiano.
Un altro cuore si è
aperto in tutti i presenti con il concerto di
Cataldo Perri e dei suoi straordinari musicisti.
Il cuore ferito dalla
nostalgia che le parole e la musica di questo
artista signore delle note
hanno curato con il
canto della Calabria dolente per l’addio degli
emigranti e , a volte,per la rabbia impotente per
un ritorno perduto e per un amore per la propria
terra e per le persone che ne sono il frutto
disperso in ogni angolo del mondo.
Germanese,mericano,argentino
sono i linguaggi rappresentati da quello universale
della musica di Perri che racconta la vita
sofferente e l’impossibile distacco da radici
antiche anche con strumenti del passato come la lira
calabrese,la chitarra battente,la zampogna che in
assoluta armonia con uno violino travolgente ed ad
una fisarmonica che pensa ha attraversato l’anima
delle persone presenti con commozione al suo
concerto.
Da questo viaggio nei
sentimenti è stato felice il ritorno chiamati da una
coinvolgente tarantella che giè la sera precedente
aveva accompagnato oltre duecento presenti alla
allegria piccante di un fornito buffet di delizie e
golosità calabresi che in questa come in altre
situazioni rendono più corta la distanza dalla terra
del cuore.
Le prelibatezze hanno
trovato successo in un mercato organizzato in una
strada importante della città e i tanti visitatori
che hanno acquistato i prodotti sorridevano già
gustando la sfida con il peperoncino abbondantemente
contenuto nelle conserve.
Questo ed altro
accadrà ancora a Parma per il festival di ogni anno
e per altre iniziative che saranno organizzate
perché i cittadini di Parma non si limitano a
tollerare gli altri ma vogliono conoscerli e
convivere integralmente con valori comuni. Noi
vogliamo essere sempre di più conosciuti come
portatori di valori.